martedì 7 febbraio 2017

Il regime di contabilità semplificata - ovvero: come complicare maledettamente quello che era semplice.....


PREMESSA - di cosa parliamo

il regime semplificato è un assetto contabile che prevede la tenuta dei soli registri Iva ed eventualmente del registro dei beni ammortizzabili, destinato ai soggetti che nell'anno precedente non hanno superato i seguenti limiti, riferiti ai Ricavi:

-400.000 euro per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi,
-700.000 euro per le imprese aventi per oggetto altre attività,
-per i contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi e altre attività si fa riferimento all'ammontare dei ricavi relativi all'attività prevalente. 

In mancanza della distinta annotazione dei ricavi, si considerano prevalenti le attività diverse dalle prestazioni di servizi. 

Fino al 31.12.2016 anche in questo regime vigeva il criterio della competenza economica. Quindi per imputare i ricavi ad un certo anno, occorreva fossero conseguiti secondo tale criterio (dare = momento di consegna; fare = momento ultimazione).
Idem come sopra per i costi. C'erano piccole e limitate eccezioni, per cui alcune spese venivano imputate al momento del pagamento, anche se di competenza di periodi diversi da quello.

COSA CAMBIA DAL 2017 - e in modo non facoltativo ma obbligatorio

Dal 2017 la regola generale è il criterio di cassa.
Ossia, i ricavi si considerano conseguiti al momento dell'incasso ed i costi sono imputabili (o scaricabili) al momento del pagamento.
Fin qui, sembrerebbe tutto facile. Ma in realtà sorgono molti problemi. 

Prima di tutto, che fine fanno le rimanenze iniziali e finali ?
E gli ammortamenti possono scaricarsi ancora, visto che sembrerebbe che i beni strumentali si debbano considerare interamente come costi al momento del pagamento (e se li paghiamo a rate?).
E i canoni di leasing, le spese per i dipendenti e le plusvalenze/minusvalenze, come trattarle ?

Ci hanno detto che:

*LE RIMANENZE

si scaricano dal reddito 2017 quelle finali 2016, ossia le iniziali 2017.
Poi, da questo momento in poi, non si considereranno più le rimanenze, nè iniziali, nè finali. Nemmeno le finali 2017.
E' stato osservato che in caso di forti quantità di rimanenze, questo metterà in perdita il 2017.
Anno per il quale possiamo detrarre le iniziali ma non aumentare il reddito con le finali.
E poi ci hanno detto che la perdita del 2017 non potrà ammortizzare gli utili dal 2018 in poi.

Un bel problema per le aziende che hanno magazzini molto alti per via della loro particolare attività.

*GLI AMMORTAMENTI - IL LEASING - IL PERSONALE DIPENDENTE - PLUSVALENZE E MINUSVALENZE

Queste componenti continueranno invece a "contare" in base al criterio della competenza economica.
Per esempio, l'acquisto di un macchinario da 10.000 euro, pagato interamente nel 2017, non sarà spesabile per intero nel 2017 ma in base a quote annuali di ammortamento (salvo che l'azienda non commerci in macchinari, nel qual caso è una merce scaricabile per cassa).

Anche per quanto riguarda il costo del personale dipendente, continueremo con il criterio della competenza, imputando mensilmente gli stipendi maturati, indipendentemente dal loro pagamento. Lo stesso vale per gli oneri sociali (Inps, enti, Inail ecc...ecc...).

Competenza anche per quanto riguarda i canoni (e i maxicanoni) di leasing.

E infine, plusvalenze e minusvalenze saranno determinate per competenza, ossia al momento del realizzo giuridico e non nel momento in cui le operazioni che le originano saranno pagate o incassate.
@@@    @@@    @@@

Allora, credo sia il caso di fare un elenco di quali sono, esattamente, i componenti positivi e negativi di reddito che saranno determinati per cassa, e quali per competenza:


  1. RICAVI DELLE OPERAZIONI TIPICHE - VENDITE O SERVIZI = per cassa
  2. RIMANENZE FINALI = non contano (nè per cassa nè per competenza)
  3. PLUSVALENZE, INSUSSISTENZE, SOPRAVVENIENZE ATTIVE = per competenza
  4. COSTI DELLE OPERAZIONI TIPICHE - ACQUISTI DI BENI O SERVIZI = per cassa
  5. RIMANENZE INIZIALI = non contano (nè per cassa nè per competenza)
  6. AMMORTAMENTI = per competenza
  7. DIPENDENTI = per competenza
  8. COMPENSI A PROFESSIONISTI = per cassa
  9. COMPENSI A TERZI -APPALTI - SERVIZI DA TERZI = per cassa
  10. LEASING = per competenza
  11. MINUSVALENZE, INSUSSISTENZE, SOPRAVVENIENZE PASSIVE = per competenza
  12. COMPENSI AGLI AMMINISTRATORI = per cassa
  13. INTERESSI PASSIVI = per cassa
  14. UTENZE = per cassa
  15. IMPOSTE E TASSE = per cassa
  16. CONTRIBUTI ASSOCIATIVI = per cassa
  17. PERDITE SU CREDITI = per competenza
  18. MANUTENZIONI E RIPARAZIONI = per cassa 
  19. PROVVIGIONI PASSIVE = per cassa
  20. PUBBLICITA' = per cassa
  21. ASSICURAZIONI = per cassa
  22. PERDITE DI BENI = per competenza
  23. RATEI E RISCONTI = non contano più nè in senso positivo, nè in senso negativo, per i componenti che devono essere imputati per cassa - contano invece ovviamente per gli altri.

COSTI E RICAVI A CAVALLO TRA 2016 E 2017

Il problema a questo punto riguarda quei costi o quei ricavi che in un qualche modo influenzano o con il pagamento/incasso o con la maturazione (competenza) uno dei due esercizi. Facciamo un elenco:

  1. spese di competenza del 2016 ma pagate nel 2017 = sono di competenza del 2016 e quindi sono nel reddito 2016 e non nel 2017;
  2. ricavi di competenza del 2017 ma incassati in anticipo nel 2016 = logica impone di considerarli nel reddito 2017 anche se non incassati (è una deroga);
  3. spese di competenza del 2017 ma pagate nel 2016 (risconti attivi) = logica impone di considerarli nel 2017;
  4. ricavi di competenza del 2016 (fatture da emettere) ma incassati nel 2017 = anche qui la logica impone di considerarli nel reddito 2016, visto che per tutto il 2016 vige il criterio di competenza.

OBBLIGHI CONTABILI

  • regime di cui al comma 2 art.18 d.p.r. 600/73 = registro cronologico incassi + registro cronologico dei  pagamenti  + registri Iva + eventuale registro beni ammortizzabili
  • oppure regime di cui al comma 4 art.18 d.p.r. 600/73 = registri Iva acquisti e vendite che sostituiscono i registri cronologici degli incassi e dei pagamenti  + eventuale registro beni ammortizzabili
  • oppure (opzionale per trienni) regime di cui al comma 5 art.18 d.p.r.600/73 = registri Iva acquisti e vendite in cui le registrazioni ai fini Iva equivalgono (per finzione legale) anche a incassi e pagamenti + eventuale registro dei beni ammortizzabili 


In sostanza, se si adotta il primo regime dell'elenco si passa da una contabilità semplificata, ad una contabilità praticamente ordinaria. Occorrerà in molti casi adottare una prima nota cassa, in cui registrare la movimentazione del contante. Nei registri cronologici, vanno annotati:
-importo operazioni
-generalità del cliente o del fornitore (quindi dati di nascita e indirizzo di residenza + codice fiscale e partita Iva)
-estremi dei documenti incassati o pagati.
Non viene invece rilevato "il come" si incassa e si paga; ecco perchè è necessaria una prima nota cassa, per le operazioni in contanti, anche (ma non solo) ai fini delle norme antiriciclaggio.

Se invece si adotta il regime al secondo punto dell'elenco, durante l'anno si possono registrare nei libri Iva le fatture emesse e ricevute in modo normale; a fine anno vanno annotati i documenti non pagati e non incassati e nell'anno in cui ciò avverrà occorrerà far riferimento ad essi. In sostanza le registrazioni possono essere 3: la normale registrazione Iva, lo storno a fine anno per i documenti non incassati o non pagati e la loro annotazione nell'anno di incasso e di pagamento.

Infine, il terzo regime, che è l'unico che presuppone una opzione espressa, è il più semplice di tutti, perchè con l'unica registrazione ai fini Iva si dà per incassato o per pagato il documento, senza necessità di altre operazioni.

Naturalmente ogni modalità contabile va scelta in base all'economia specifica di ogni azienda, analizzando le sue modalità di vita finanziaria. In prima battuta, per esempio, il terzo regime potrebbe essere abbastanza vicino alle esigenze dei commercianti al minuto, che incassano subito i loro ricavi e che pagano abbastanza velocemente i loro acquisti; ma soprattutto che hanno un volume di spese correnti abbastanza costante nel tempo, in modo tale che il loro reddito fiscale coincida abbastanza da vicino con quello effettivo.

E' facile prevedere che il regime più gettonato sarà il numero due, perchè è quello che con meno registri possibile ottiene un buon risultato, senza pesare troppo sugli uffici amministrativi.

E' tuttavia anche abbastanza facile prevedere che la pratica delle prossime settimane ci evidenzierà problemi al momento non ancora immaginati.

In ultima analisi non resta che chiedersi come mai non si sia prevista la possibilità di rimanere nel vecchio regime semplificato, a cui oramai eravamo abituati da tempo, lasciando liberi i contribuenti di scegliere il nuovo regime, con opzione, se più conveniente per le proprie caratteristiche.

Se avessimo la possibilità di scegliere, avremmo infiniti problemi in meno.